Chicco Cup
Torneo di calcetto (tre contro tre) appassionatamente interpretato da cugini ed amici fin dal 1991!

Palloni piccoli piccoli... così nacque il calcetto.

Senza una data esatta, senza una volontà precisa. Come nascono le cose più belle: per far giocare i bambini e divertire quelli che cominciano a non esserlo più.
Le vecchie mattonelle esagonali rosse, nere e bianche, proprio non ce la facevano più. Eravamo all’inizio degli anni ’80, e le radici dei tigli nel lato “6” ne avevano fatte saltare già un bel po’. Verso il “39”, la magnolia, l’alloro ed il pitosforo, posto proprio ai margini, avevano abbondantemente massacrato la superficie del terrazzo generando infiltrazioni non più sopportate dalla sottostante falegnameria. Era necessario rifare il terrazzo. L’anziana e malandata dimora per panchine, tavolini e vasi (ricordate la margherita?) divenne libero e nuovo terreno per ospitare il “calcetto”.
Gli enormi vasi che ospitavano le camelie furono spostati  sulla “ghiaia” antistante il “4”, ovvero in quella parte di giardino che fino ad allora era stato il nostro campo da calcio (il giro della palma...), rendendoci impossibile il gioco. Fu semplice e spontaneo: ci trasferimmo sul terrazzo.
Quella zona non era mai stata molto apprezzata come terreno per la palla. Oltre alla presenza di numerosi ingombri, facilmente il pallone rimbalzava in via Tripoli o nella vicina ferrovia ed era impossibile recuperarlo. Costretti dal trasloco iniziammo a giocare con un pallone mezzo sgonfio (con l’emblema di Monaco ’74) che rimbalzava meno e finiva meno frequentemente disotto. Quando sparì anche quello acquistammo i primi MINITELE - quei palloni piccoli piccoli normalmente gioco per i bimbi che quando li vai a comperare a decine, come succede a noi, ti guardano con sospetto (forse per questo Stefano li compera sempre dallo stesso Tabacchino) – presi a calci ancora oggi ad ogni Chicco Cup. Nello stesso periodo le “zie” comprarono uno stock di poltroncine in metallo laccato bianco delle dimensioni perfette per essere poste alle estremità del campo a servire da porte. Così sparirono anche i portieri e fu più facile mettere insieme le squadre. Iniziammo giocare e lo chiamammo “calcetto”.
Ci riunivamo ogni lunedì alle 14,30. Il numero dei giocatori variava sempre: due contro due, tre contro tre, tre contro due (i due erano più forti o più grandi), tre contro quattro, quattro contro quattro.... Se mancava qualcuno si rimediava sempre, saltavano fuori compagni di scuola, amici lontanissimi, gente che passava...
Nel 1991 su geniale intuizione di Stefano disputammo il primo torneo di calcetto: la Chicco Cup. Decidemmo di dedicare la disputa alla memoria della zia Chicco, ovvero zia Clelia Cereti. La zia aveva infatti lo stesso grado di parentela con i cugini lato nonno/zio Nino e i cugini lato zio/nonno Carlo principali attori del torneo. Una scelta diplomatica, rendeva tutti contenti. In particolare me (Pietro), visto che la zia era anche la mia madrina di battesimo.
Siamo cresciuti molto: noi, il numero delle squadre e dei giocatori, l’agonismo e l’entusiasmo. Fortunatamente sono diminuiti un po’ i litigi.
Evviva la Chicco Cup!
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